Cap. 6 – Le conseguenze dei due titoli principali di San Giuseppe; e come i vantaggi sono grandi per questo Patriarca glorioso Sarebbe difficile, se non impossibile, dedurre tutte le conseguenze dei due titoli illustri che sono la gloria di San Giuseppe, la fonte e la misura della sua santità. Pertanto noi tratteremo quelli che ci sembrano la più gloriosa, e quelli che si presentano più naturalmente alla nostra mente.

I – Prima conseguenza: Gesù e Maria appartengono a San Giuseppe, anche le loro persone e i loro beni Le leggi antiche stabiliscono chiaramente che se si scoprisse un tesoro in una casa o in campo, apparterebbe, per diritto, al titolare della casa o del terreno. Questa legge dà grandi vantaggi per il glorioso San Giuseppe, perché l’Incarnazione si è svolta nella sua casa, ora la cappella di Loreto. Era lì dove la sua santissima Sposa è divenuta la Madre di Dio, alcuni mesi dopo il loro sposalizio; dunque, il tesoro di Dio fatto uomo, i misteri ineffabili, i torrenti di grazia, che si compivano nella sua cassa, e nella sua Sposa, appartengono con un doppio titolo a San Giuseppe, come legittimo proprietario di entrambi. La legge divina concorda con la legge umana. “Verso tuo marito sarà il tuo istinto”, Dio ha detto ad Eva, “ed egli ti dominerà; e tutto quello che possiedi apparterà a lui”. In realtà, se la persona della moglie non sia nel suo potere, indipendentemente dal suo marito, tanto meno sarà tutto il resto. Ora, secondo San Bonaventura, tutti i tesori di Dio, e degli Angeli, tutta la ricchezza del Paradiso, erano nell’anima della Madonna, e di conseguenza, a disposizione del suo santo Sposo. Amava dire a lui: “O Giuseppe! L’Onnipotente ha fatto grandi cose in me; in me, che è umiltà in sé, ha mostrato la ricchezza della sua misericordia. Aiuta la mia anima a glorificare il Signore, e di rendere a Lui i ringraziamenti che a Lui è dovuto; perché tutto quello che ho ricevuto dalla sua infinita munificenza appartiene a te; “tutto quello che ho è tuo”. E questa comunione di beni era così assoluta, che tutto ciò che apparteneva a uno apparteneva ad altro; se in realtà non dovremmo piuttosto dire che il marito era ancora più padrone di tutto rispetto alla moglie.

II – Seconda conseguenza: Giuseppe ha il diritto di comandare Gesù e Maria Questa proposizione è così chiara che non c’è alcuna necessità di provarla; e le poche parole dirò sul tema non sono tanto per stabilire il fatto, ma piuttosto per occupare dolcemente la nostra mente e il cuore con questo privilegio ammirabile di San Giuseppe. Applichiamo audacemente a questo Santo Patriarca ciò che il cardinale San Pier Damiano dice della Regina del Cielo: Maria non si limita a chiedere, comanda lei; perché lei è Signora e Padrona, non serva. Giuseppe può anche, se vuole, comandare la sua sposa e disporre assolutamente della sua persona e le sue proprietà. “Fai questo”, egli può dire; “Mi dai quello! In virtù del potere che Dio mi ha concesso su di te, e dalle leggi del nostro matrimonio legittimo”. È vero che questo santo uomo era così umile e ha avuto un tale venerazione per la sua Sposa che non ha mai esercitato il suo diritto di comandare. Il buono chiede cosa potrebbe comandare, mentre lo sciocco comanda invece di chiedere. Tuttavia, considerando nel suo cuore tutto ciò che Dio aveva dato a Giuseppe suo Sposo, Maria lo guardava con sottomissione totale e anticipava i suoi desideri con tenero amore. Eppure Giuseppe doveva godere di una prerogativa ancora più elevata. Il Verbo Increato, prendendo la nostra natura umana dal grembo della Sempre Vergine Maria, ha scelto di legarsi a renderla onore, servizio e obbedienza; e consegue che Gesù non poteva dipendere di sua Madre senza, allo stesso tempo, essere dipendente da Giuseppe, perché lui era lo sposo e il custode di Maria. Quanto è bello vedere un mortale comandare due persone che sono degni di governare in cielo e la terra! Come ammirevole vedere quelle due persone, che le gerarchie celesti riveriscono, obbedire il minimo desidero di un falegname modesto che guadagna il pane con il sudore della fronte! Ificrate, un rinomato generale Ateniense, fu chiesto una volta da un oratore chi era per avere un tale alto idea di sé. “Sei un soldato di cavallo? Utilizzi l’arco o lo scudo?”. Ificrate rispose: “Io non sono nessuno di quelli di cui hai parlato; ma io comando tutti loro”. O, come queste parole possono essere giustamente applicate a San Giuseppe! Nella sua umiltà, egli ripete che non è nulla, non ha niente, che lui non può fare niente; e tuttavia, possiamo dire con verità che Gesù e Maria obbediscono Giuseppe; poiché è certo che la proprietà della sua Sposa e il Figlio erano alla disposizione del Padre della famiglia.

III – Terza conseguenza: Giuseppe ha il diritto di essere onorato da Gesù e da Maria Consideriamo, in terzo luogo, come, essendo padre e sposo, questo Santo incomparabile ha il diritto di essere onorato da Gesù e Maria, dal momento che è un precetto, sia naturale sia divino, che ogni figlio deve onorare il padre, ogni moglie il marito. Qui Gerson esprime un pensiero dolce e amorevole; allo stesso modo, dice, come Sara, secondo la Sacra Scrittura, chiamava Abramo suo Signore, così anche la Beata Vergine, impregnata con amore rispettoso per il suo Sposo, gli chiamava con il titolo di Signore e Padrone. E ancora di più, Giuseppe era tale in realtà, avendo il comando assoluto di lei, e del suo Figlio. L’amore che porto per la Madonna, mi fa bramare di avere anche Giuseppe come il mio buon maestro, siccome è anche il suo; io desidero onorare Giuseppe, perché Maria lo onora. Sì, voglio lodare e onore Giuseppe, perché, secondo un pio autore, chi loda e onora Giuseppe, loda e onora anche la Vergine. Siccome sono di uno cuore, di amore, e dell’anima, gli onori resi a uno sono ugualmente accettato dall’altro. Infatti, uno si propende a credere che l’umiltà della Madonna è così estrema, l’amore così disinteressato e così puro, che a lei piace di più vedere il suo amato Sposo onorato più di lei stessa. So almeno di una volta quando la Madonna si degnò di ringraziare Santa Teresa per l’onore che il suo zelo ha procurato a San Giuseppe in tutto il mondo. Ma mentre Maria si rivolge al suo santo Sposo con il titolo di Signore, ascolta alla voce divina di Gesù Bambino chiamarlo: “Mio Padre, mio Padre”. E questo non è una volta, ma cento volte al giorno. Mi pare che se i Serafini erano capaci di gelosia, si sarebbero sentiti una santa invidia verso questo benedetto Patriarca; dal momento che è la loro più alta gloria essere i servi di Gesù di Maria, il cui Signore e Padre è Giuseppe. Mentre quegli spiriti trascendenti sono prostrati davanti al trono di Dio, e tremano ai suoi piedi, vedono Gesù e Maria sulla terra, in attesa a ricevere gli ordini di Giuseppe, con una sottomissione e umiltà che trasportano gli Angeli con ammirazione. Avete letto nel libro di Ester come il re Assuero ha ricompensato la fedeltà di Mardocheo. Egli comandò che fosse vestito con l’abbigliamento del re, e messo sul cavallo che il re stesso usava per cavalcare, e mettere sulla sua testa la corona regale; e che il primo dei principi del re dovrebbe tenere il suo cavallo, e, girando le strade della città, proclamare: “Così deve essere onorato, colui che il re ha in mente di onorare”. Qualcosa di simile è stato fatto da Dio per quanto riguarda San Giuseppe, con una differenza fondamentale, però, cioè Dio onora come Dio, mentre l’uomo può onorare solo come un uomo.

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Grazie, ottimo lavoro! Sarà la mia meditazione di mercoledì.

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