La devozione a san Giuseppe: l’apporto di santa Bernadette

Cosa c’entra san Giuseppe con Lourdes? In effetti ciò che maggiormente colpisce dei fatti della grotta di Massabielle circa le apparizioni dell’Immacolata a Bernadette Soubirous nel 1858 non è proprio san Giuseppe. Eppure anche lui, come è solito fare col suo stile discreto, opera insieme alla sua Sposa Maria e al suo Figlio Gesù per la salvezza universale. Lo ha fatto più di duemila anni fa mettendosi a servizio dell’umanità del Verbo incarnato e continua a farlo tutt’oggi servendo il suo corpo sacramentale che è la Chiesa e di cui è Patrono. Nessuna stranezza nell’affermare che dove c’è Maria, c’è anche il suo Sposo Giuseppe, seppur in maniera “silenziosa” ma non per questo meno importante. A dimostrarcelo sono anche alcuni fatti storici: a Fatima, Itapiranga, Ghiaie di Bonate, Knock, per esempio, non è apparsa solo la Madonna ma vi era anche San Giuseppe. Ad eccezione di Itapiranga, in queste apparizioni il nostro Santo non ha proferito parole ma ha compiuto gesti carichi di religioso significato. Come un tempo a Nazaret nella sua casa, così anche nelle rivelazioni private “si stende lo stesso clima di silenzio, che accompagna tutto quanto si riferisce alla figura di Giuseppe. E' un silenzio, però che svela in modo speciale il profilo interiore di questa figura. I Vangeli parlano esclusivamente di ciò che Giuseppe «fece»; tuttavia, consentono di scoprire nelle sue «azioni», avvolte dal silenzio, un clima di profonda contemplazione. Giuseppe era in quotidiano contatto col mistero nascosto da secoli, che prese dimora sotto il tetto di casa sua” (RC 25).

Lasciata Lourdes, Bernadette si ritira nel convento delle suore di Nevers nel 1866 all’età di 20 anni. Lontana dal suo paese e dai suoi familiari si consacra a Dio in piena umiltà per nascondersi definitivamente, lì racconta una sola volta le vicende delle apparizioni per ricevere poi l’ordine di tacere. Nascondimento e silenzio sono proprio la missione e la caratteristica di san Giuseppe! L’invito della Madonna accolto dalla veggente – quello di pregare e fare penitenza - continuerà non più presso la grotta di Massabielle alla presenza della bella e misteriosa Signora, ma nel giardino del convento davanti alla statua del santo Patriarca dove trascorrerà intere ore nella cappella a lui consacrata. A san Giuseppe si rivolgerà costantemente facendo tridui e novene, consacrandogli i mercoledì e il mese di marzo e scegliendolo ufficialmente come suo Padre: “Non sapete dunque che, adesso, mio padre è san Giuseppe?”, così ella si rivolgeva alle sue consorelle. Un giorno una suora la sorprende a fare una novena alla Vergine Maria inginocchiata davanti alla statua di san Giuseppe: “in cielo non ci sono gelosie”, rispose Bernadette giustificandosi. Strabilianti parole che, nella loro semplicità, rivelano ciò che Dio ha unito e che noi spesso separiamo! Infine, Bernadette, come santa Teresa d’Avila e tanti altri santi, additò il Custode del Redentore come maestro di preghiera: “quando non si è capaci di pregare - dice – ci si rivolge a san Giuseppe”. Bernadette, Padre Pio, Giovanni Paolo II, Madre Teresa e molti altri, comunemente conosciuti per la loro devozione mariana, sono stati anche araldi della devozione giuseppina perché “Le anime più sensibili agli impulsi dell'amore divino vedono a ragione in Giuseppe un luminoso esempio di vita interiore” (RC 27). Anche il luogo di sepoltura di Bernadette parla della presenza del Patrono della buona morte. La veggente che ha visto la Madonna fu inumata proprio nella cappella di san Giuseppe e lì il suo corpo incorrotto riposò per ben trent’anni, la durata della vita nascosta di Gesù all’ombra del santo Carpentiere.

Dunque nessuna ‘gelosia’ – volendo usare il ‘sensus fidelium’ della Soubirous – tra le famose apparizioni della Madonna a Lourdes e l’operato silenzioso del suo Sposo a Nevers. La Vergine ci invita a pregare e san Giuseppe ci aiuta a farlo, questo è il messaggio di santa Bernadette. La vera devozione a Maria dunque non può essere disgiunta da una sentita e profonda devozione a san Giuseppe; guardiamo a lui per imparare a essere dei veri devoti della Vergine. La nostra devozione mariana deve imitare quella di san Giuseppe, primo e vero devoto dell’Immacolata: venerarla e amarla con tutto noi stessi per avere da lei il suo dono più grande, Gesù. Chiediamo al santo Patriarca che ci faccia parte della sua conoscenza e del suo amore a Maria, Immacolata Concezione, apparsa a Lourdes.

Paolo Antoci - Ragusa

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Commento da Fra Joseph-Pio su 15 Febbraio 2018 a 10:34

Grazie per questa bella meditazione ;)

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