Favori divini concessi a San Giuseppe del Rev. Fr. Père Binet, SJ.

Se si può giudicare la grandezza dei Santi dall’importanza delle cariche confidato a loro, allora San Giuseppe deve essere meravigliosamente grande.  Per esprimere l’eccellenza della loro vocazione, San Pietro e San Paolo nelle loro epistole ai primi cristiani, si sono accontentati a rivendicare solo due titoli: quelli di servo e apostolo di Gesù Cristo. San Giovanni Crisostomo concordando dice che questo doppio titoli sono, secondo lui, più eccellenti di quelli del monarca di tutta la terra. Ora, San Giuseppe ha tanti titoli illustri, e ha occupato uffici gloriosi per i quali ha ricevuto grazie speciali da Dio. Al momento, alluderò brevemente ad alcuni di questi privilegi, che svilupperò poi cammin facendo dai loro diversi punti di vista.      

  1. È stato il degno sposo della Madonna, se mai un coniuge potrebbe essere degno di lei. La Santissima Trinità nel elevarlo a tale onore, ha dotato lui di tutte le qualità necessarie per poter portare quel titolo con dignità e decoro. E siccome questo glorioso titolo è, per così dire, la fonte originale o la radice da cui proviene tutta la gloria di san Giuseppe, san Matteo, nel chiamarlo Sposo di Maria, non poteva dire nulla di più alto.
  2. Era il presunto padre di Gesù Cristo, e la Madonna non ha esitato a dargli questo titolo; così quando ha trovato il Bambino Gesù nel tempio, gli disse: “Tuo padre ed io angosciati, ti cercavamo”.
  3. Era il rappresentante di Dio Padre, il quale, nel comunicargli l’onore della paternità al Verbo incarnato, ha voluto che lo chiamasse suo figlio, un nome che solo Lui chiama in cielo per il Verbo increato. Così Dio, che in precedenza aveva detto che non avrebbe dato la sua gloria a nessuno, adesso, per grazia eccezionale comunica, in una maniera, a un mortale quella paternità che è la gloria speciale del Padre Eterno. Ancora di più, Dio, secondo San Giovanni Damasceno e San Bernardo, nel dare a Giuseppe il nome di padre, gli dà anche il cuore di padre --  cioè, l’autorità, la sollecitudine e l’amore di un padre.  
  4. San Giuseppe era anche il rappresentante dello Spirito Santo, il quale confidò a lui la Vergine Maria, sua Sposa, affidando la sua Sposa alla dipendenza e direzione di San Giuseppe. Grandezza di Dio! Che grazia concessa! Il Padre e lo Spirito Santo gli affidano ciò che è più caro a loro! A quale sublimità di virtù egli deve aver raggiunto per assolvere degnamente una tale carica!
  5. La Madonna, nel dargli la mano, gli ha dato anche tutto il suo cuore. Non ha mai esistito una moglie che ha amato e venerato così teneramente e così ardentemente il proprio marito. Maria e Giuseppe, dice San Bernardino da Siena, erano un cuor solo e un’anima sola; erano due della stessa mente, dello stesso affetto, e ognuno di loro era dell’altro un secondo sé, perché la Madonna e lui sono stati, per così dire, una sola persona. Il cuore di Maria con quello di Giuseppe, e il cuore di Giuseppe con quello di Maria, chi mai potrebbe immaginare un’unione così intima, una grazia così grande!     
  6. San Giuseppe era il superiore di Gesù e di Maria, la loro sottomissione a lui era così completa da rapire gli Angeli. In cielo quegli spiriti puri tremano dinanzi alla maestà e la grandezza di Dio; cosa devono aver pensato quando hanno visto Giuseppe comandare il piccolo Gesù come un padre, e il Divino Infante adagiarsi sul petto di Giuseppe, come un’ape nel seno di un giglio! Pure la Regina del mondo, secondo il voto che ha fatto, ha reso al suo castissimo sposo tutto il rispetto e l’obbedienza, considerandolo, afferma Gerson, come il suo signore e maestro. Che dignità di essere il padrone di quella Vergine più nobile dei Serafini!    
  7. Era lui che ha nutrito Gesù e Maria. Come vero padre di quella famiglia, ha guadagnato il pane con il lavoro delle sue mani e il sudore della fronte. Egli li condusse in Egitto, agendo in questo mistero come il rappresentante della Santa Trinità. Che onore nutrire Colui che nutre il mondo intero e dare il pane a Colui che copre i nostri campi con raccolti abbondanti!
  8. Egli è chiamato dall’Abate Rupert, custode di Gesù Bambino. Senza un padre terreno, il Pupillo Divino si getta tra le braccia di Giuseppe, il suo unico protettore, difensore e sostegno.
  9. È stato anche il tesoriere del Salvatore, di Giuseppe, più di qualunque altra persona, può essere detto: “Benedetto il servo fedele e prudente, che Dio ha stabilito come gran maestro della sua famiglia, a cui mani ha elargito tutti i suoi tesori, il governo di tutti i suoi beni”. Che fiducia questo ufficio implica!
  10. Non esitiamo dire che Giuseppe il salvatore del Salvatore. Giuseppe, figlio di Giacobbe, era chiamato salvatore del mondo, e lui non era l’unico tipo, nel primo momento, di Gesù Cristo, ma anche di San Giuseppe, colui che ha avuto l’onore di preservare il Divino Infante dalla furia di Erode. Come il Nostro Signore merita il nome di Salvatore dell’uomo, perché preserva l’uomo dalla morte eterna, così si potrebbe chiamare San Giuseppe salvatore del Salvatore, perché l’ha preservato dalla morte temporale. Glorioso Santo a cui sono stati affidati la persona del Verbo incarnato e tutti i segreti del Padre Eterno! L’Angelo stesso poteva portare il Bambino in Egitto; ma non osando farlo, è venuto come il messaggero del cielo e di Dio stesso, a Giuseppe, ossia a colui che è stato scelto per questo lavoro.
  11. A questi titoli bisogna aggiungere un altro titolo distinto, quello di essere stato il maestro del suo Maestro. Nella bottega di Giuseppe, Gesù era come un’apprendista che è stato insegnato a lavorare come falegname, al punto che dicevano di Gesù: “Non è costui il falegname del figlio, un falegname stesso? Non l’abbiamo forse visto spesso portando la pialla e il scalpello, aiutando il suo padre Giuseppe? Cosa aver pensato San Giuseppe quando ha visto il suo apprendista divino, lavorare in profondità --- Colui che da una sola parola ha creato l’universo!
  12. Giuseppe era il presunto erede di Gesù Cristo e della Madonna, dal momento che il padre naturalmente ereditava dal suo figlio e il marito dalla moglie. Che vantaggio incomparabile!
  13. Nell’ordine delle cose, in genere, i grandi privilegi sono associati a quelli più anziani, cioè al primo. Il primo apostolo, il primo martire, il primo Serafino, il primo figlio dei Patriarchi, tutti hanno un diritto speciale il quale nessun altro possiede; pertanto, concludo che San Giuseppe ha prerogative singolari sorpassando tutti gli uomini, perché lui era il primo a contemplare l’umanità ammirabile del Nostro Signore Gesù, il primo di adorarlo, il primo di toccarlo, il primo di servirlo, di nutrirlo, e di dimorare con Lui, il primo di sentirlo parlare e di essere illuminato dalle sue istruzioni divine. Lui era il primo confessore della fede, siccome ha sofferto per l’amore di Gesù Cristo, abbandonando la sua casa e il suo paese di fuggire con lui; il primo Apostolo annunciando il Messia alla gente, nell’annunciarlo in Egitto; forse il primo uomo a fare un voto di verginità e l’ha tenuto nello stato di matrimonio; in una parola, il primo Cristiano e il primo modello per i figli della Chiesa. Tutti questi titoli danno a San Giuseppe preminenza sopra tutti i Santi, e sono quasi infiniti, così potremmo applicare quello che Giacobbe disse al suo figlio più grande Ruben: “Superiore in doni, più eccellete in comando”.
  14. I teologi insegnano che l’ufficio di San Giuseppe era superiore di tutti gli altri nella Chiesa. Non parliamo della Madonna che sorpassa sempre ogni paragone. Loro riconoscono, è vero, la gerarchia ecclesiastica, e nell’ordine della grazia santificante, l’ufficio degli Apostoli è quello più sublime; ma riconoscono nella Madre di Dio, e in San Giuseppe, una gerarchia, un ordine diverso, quello dell’unione ipostatica, destinata al servizio immediato alla persona del Verbo fatto carne, e questa seconda gerarchia è superiore alla prima. Gli Apostoli, come summenzionato, sono solo servi di Gesù Cristo; Maria e Giuseppe sono la sua Madre e il suo Padre. Ma potrei comunicare tutto quello che Dio ha fatto per San Giuseppe? No; confesso candidamente che non c’è né mente, né penna e neanche lingua capace ad immaginare, scrivere, o esprimere le prerogative incomparabili del Sposo della Vergine, questo padre di Gesù Cristo, il governatore di tutti e due! Ma parlare devo! Perdona, o grande Santo, la mia audacia imperdonabile! Ma, se la tua sposa, la Madonna, si degnerà ad ispirarmi una parte di quella che lei sa, se mi darà la scioltezza alla mia penna e calore al mio cuore, sarò in grado di dire abbastanza a soddisfare i tuoi pii devoti e edificare i tuoi servi fedeli.   

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